Quante volte, nella pratica quotidiana, ci troviamo di fronte a pazienti sottoposti a chirurgia urologica (anche pediatrica), sacrale, perineale o ortopedica (frattura femore prossimale o protesi anca) in cui il controllo del dolore postoperatorio può rappresentare una sfida concreta? Tecniche anestesiologiche consolidate come le tecniche neurassiali o il blocco caudale o il blocco del plesso lombare, del nervo femorale e sciatico restano capisaldi, ma non sempre sono ideali: controindicazioni, invasività, curva di apprendimento non trascurabile, compromissione motoria prolungata. In questo scenario, il sacral erector spinae plane block (S-ESP) sta attirando crescente attenzione come possibile “game changer” o alternativa antalgica.
Negli ultimi anni, la letteratura ha visto un’espansione rapida di studi sul S-ESP, con un numero crescente di trial randomizzati pubblicati tra il 2023 e il 2025. Questi lavori suggeriscono una riduzione significativa del dolore postoperatorio e del consumo di oppioidi in chirurgia anorettale, urologica, pediatrica e ortopedica, con un profilo di sicurezza favorevole (non segnalate complicazioni). Allo stesso tempo, permane una discreta eterogeneità tecnica (approccio, volumi, livelli di iniezione) e un gap di conoscenza a livello di meccanismo d’azione e prevedibilità. È proprio questa combinazione di entusiasmo, dati promettenti e domande ancora aperte a rendere il tema “caldo” e stimolante.
Questo numero nasce con l’obiettivo di fornire alcuni highlight sul sacral: dall’anatomia e dal razionale del S-ESP alle evidenze cliniche più recenti, fino agli aspetti pratici della tecnica.
L’articolo del mese e la video-pillola associata vogliono offrire strumenti concreti per integrare consapevolmente questo blocco nella pratica clinica quotidiana.
La newsletter di questo mese è stata curata dal dott. Francesco Marrone, uno dei più esperti al mondo di questa tecnica.

