Gestione del Dolore Perioperatorio
La gestione del dolore postoperatorio rappresenta una priorità indiscutibile e imprescindibile nei pazienti sottoposti a intervento chirurgico, poiché comporta rilevanti ricadute sia in termini biologici, con complicanze a carico dei principali organi e apparati, sia in termini economici: per la struttura sanitaria, con un prolungamento dei tempi di degenza; per l’individuo, con un ritardato ritorno alla quotidianità professionale e sociale; e per la società nel suo complesso. Nel contesto della gestione del dolore, l’impiego di tecniche di anestesia locoregionale è stato progressivamente integrato nei protocolli multimodali, con l’obiettivo di ridurre l’uso di oppioidi e migliorare gli outcome clinici. L’American Society of Anesthesiologists (ASA) ha pubblicato nuove linee guida sulla gestione del dolore perioperatorio, con particolare focus sull’utilizzo dei blocchi del piano fasciale negli interventi di chirurgia cardiotoracica, senologica e addominale, sia in adulti sia in età pediatrica. Le linee guida raccomandano l’integrazione delle tecniche di anestesia locoregionale nei protocolli di analgesia multimodale per specifici interventi chirurgici, evidenziando benefici clinici significativi nella riduzione del dolore postoperatorio e del consumo di oppioidi. Tuttavia, emerge la necessità di ulteriori studi ad alta qualità metodologica per rafforzare il livello delle raccomandazioni, in particolare in ambito pediatrico, dove le evidenze risultano ancora limitate.


Joshi GP, Mariano ER, Elkassabany NM, Harbell M, Johnson RL, Li J, Napolitano L, Schwartz G, Suresh S, Wyatt-Thompson KE, Burns A, Agarkar M, Marbella A, Ramirez S, Sullivan N, Bloschichak A, Uhl S, Domino KB. 2026 American Society of Anesthesiologists Practice Guideline on Perioperative Pain Management Using Local and Regional Analgesia for Cardiothoracic Surgeries, Mastectomy, and Abdominal Surgeries. Anesthesiology. 2026 Jan 1;144(1):19-43. doi: 10.1097/ALN.0000000000005790.
Il ruolo di blocchi periferici e blocchi di piano fasciale nella gestione del dolore durante il travaglio.
L’analgesia neurassiale rappresenta il gold standard per il controllo del dolore in travaglio; tuttavia, in presenza di controindicazioni o difficoltà tecniche, sono state esplorate tecniche alternative quali i blocchi nervosi periferici e i blocchi fasciali. Presentiamo una recente review riguardante il ruolo dei blocchi periferici e fasciali come alternativa alle tecniche neurassiali nella gestione del dolore durante il travaglio.
Le evidenze disponibili, eterogenee e di qualità metodologica limitata, indicano un’efficacia variabile: è stato dimostrato l’efficacia del blocco paracervicale nel primo stadio del travaglio rispetto agli oppioidi sistemici, mentre il blocco del nervo pudendo presenta efficacia limitata e inconsistente, risultando inferiore alle tecniche neurassiali. Tra i blocchi fasciali, il quadratus lumborum block e l’erector spinae plane block mostrano un potenziale effetto analgesico prevalentemente nel primo stadio, con efficacia ridotta o assente nelle fasi avanzate; dati sull’ESPB sacrale sono ancora estremamente limitati. Tuttavia, tutte le tecniche presentano criticità rilevanti, tra cui complessità procedurale, variabilità anatomica, copertura analgesica incompleta e rischio di tossicità sistemica da anestetici locali. Inoltre, la sicurezza è strettamente correlata alla profondità del blocco e alla comprimibilità del sito di iniezione.
Attualmente, queste tecniche non possono essere considerate valide alternative di routine all’analgesia neurassiale nel travaglio, ma possono trovare indicazione in contesti selezionati, richiedendo un approccio individualizzato, un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio e ulteriori studi di elevata qualità per definirne il ruolo e il profilo di sicurezza.
Coviello A, Frigo MG, Cirillo D, Coppola F, Ranieri G, Diglio P, Fusco P, Fattorini F, Lubrano G, Saccone G, Servillo G. Peripheral Nerve Blocks and Fascial Plane Blocks in Labor: Expert Evidence-Based Perspectives. Anesth Analg. 2026 Feb 19. doi: 10.1213/ANE.0000000000007974.
Anestesia neurassiale in pazienti ostetriche con rare patologie spinali: una revisione sistematica.
Vi proponiamo una revisione sistematica che ha l’obiettivo di valutare la letteratura esistente dal 2012 al 2024 sulle tecniche neurassiali in pazienti ostetriche con rare patologie spinali, con particolare attenzione alla tecnica neurassiale e ai risultati, inclusi i tassi di successo e le complicanze neurologiche. La gran parte della letteratura esistente, peraltro molto limitata, sulle rare patologie spinali è costituita prevalentemente da case report e studi retrospettivi, che possono enfatizzare i problemi di sicurezza e scoraggiare inutilmente le tecniche neurassiali.
Purtroppo, la carenza di prove solide e la mancanza di evidenze scientifiche di alta qualità ostacola anche il consenso informato e complica il processo decisionale clinico, con il risultato che alle pazienti viene negata l’analgesia neurassiale durante il travaglio o l’anestesia neurassiale per il parto cesareo per cautela piuttosto che per chiare controindicazioni.
L’anestesia neurassiale rimane fattibile per molte di queste pazienti ostetriche con un’attenta pianificazione multidisciplinare pre-procedurale, modifiche individualizzate della tecnica e guida per immagini. Gli anestesisti dovrebbero essere preparati ad affrontare potenziali difficoltà e disporre di piani di emergenza che comprendano anche l’anestesia generale. Ovviamente sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire linee guida standardizzate per la gestione di queste pazienti.
- Reddi, S. Youssoffi, G. Papazyan, E. Papazyan, S. Chen, I. Pasca, L. Soloniuk,
Neuraxial anesthesia in obstetric patients with rare spinal pathologies: a scoping review.
International Journal of Obstetric Anesthesia. 2026 (66), 104893. doi.org/10.1016/j.ijoa.2026.104893.
È giunto il momento di rivalutare le miscele di anestetici locali e adiuvanti?

Le miscele di anestetici locali e adiuvanti, o miscele di diversi anestetici locali, sono frequentemente utilizzate nell’anestesia regionale per accelerare l’insorgenza dell’effetto e aumentarne la durata. Recenti studi in vitro hanno rivelato un’estesa cristallizzazione nelle miscele di anestetici locali o nelle miscele di anestetici locali e adiuvanti, comprese quelle precedentemente considerate “sicure”, come la lidocaina più bicarbonato di sodio.
Vi proponiamo alla vostra attenzione questa revisione narrativa, in cui gli autori esaminano le implicazioni chimiche, farmacologiche e cliniche dell’uso di miscele di anestetici locali illustrando i dati sull’efficacia ed evidenziandone alcune importanti limitazioni: rischio di formazione di particelle, mancanza di una vera e propria motivazione farmacologica e la non chiara propensione alla tossicità sistemica. Inoltre, gli autori delineano un rapporto rischio-beneficio pratico con relative raccomandazioni. Alla luce del profilo di sicurezza non chiaro e del beneficio clinico ambiguo di alcune miscele di anestetici locali e miscele di anestetici locali e adiuvanti, gli autori sconsigliano l’uso routinario di alcune di queste miscele, soprattutto per le tecniche neurassiali.
Gasteiger L, Lirk P, Marhofer P, Gasteiger E, Hollmann MW, Stundner O. Is It Time to Reassess Local Anesthetic and Adjuvant Mixtures? A Narrative Review of Practice, Evidence, and Risks. Anesthesiology. 2026 Jan 1;144(1):177-190. doi: 10.1097/ALN.0000000000005683. Epub 2025 Oct 24. PMID: 41363872.
